Shapes Recording

Shapes recording è uno dei primi articoli della serie emiliodocTV: una nuova collaborazione tra emiliodoc e il progetto documentando. Si tratta di uno spazio dedicato a chi vuole scoprire di più sull’affascinante mestiere del documentarista, leggendo la nostra rivista, ascoltando le testimonianze di autori e registi, accedendo gratuitamente alla visione dei loro film e di molti altri disponibili su documentando.
Come nasce l’idea di questo film? La sua genesi?

L’idea di Shapes Recording nasce dall’incontro di cinque donne, di nazionalità diversa, che hanno scelto di venire a vivere in Italia per motivi che mi hanno affascinata. Linda, anglo-marocchina nata a Parigi, ha scelto l’Italia per cercare una sua identità, che fosse tutta sua, differente da quella della famiglia d’origine e dal luogo, del tutto casuale, di dove si nasce. Julieta, dall’Angola, viene in Italia per amore e poi decide di fermarsi anche per la moda, settore nel quale si afferma come stilista. Natascha, tedesco-russa nata in Germania, sceglie l’Italia per studiare arte e per il suo immenso patrimonio culturale, ma anche per costruire un’identità che le appartenesse di più, come Linda. La donna iraniana sceglie l’Italia per studiare teatro e per essere libera di pensare, esprimersi e vestirsi come più le piace. Satomi è un soprano giapponese, migra in Italia per ascoltare la voce di Mirella Freni e per poter apprendere qualcosa dal suo modo sublime di cantare.

Qual è la tua relazione personale /affettiva con il tema del film?

Mi hanno sempre affascinato le persone straniere, ho sempre visto in loro un grande coraggio, una grande curiosità e una forte motivazione nel vivere in paesi, culture e sistemi linguistici diversi dal loro. Mi hanno sempre attratta, visivamente, i lineamenti e i colori che richiamavano provenienze geografiche lontane e misteriose. Ho sempre considerato lo straniero come una grande ricchezza, perché portatore di mondi differenti e di punti di vista alternativi. A distanza di anni, dalla realizzazione di questo cortometraggio, io stessa vivo tra due continenti e penso che sia un grande privilegio poter avere due culture di riferimento, anche molto distanti tra di loro, che modellano la mia identità.

Qual è stato il tuo approccio al tema? Quali scelte narrative e tecniche hai fatto?

Shapes Recording è stato il mio primo progetto audiovisivo, da autodidatta, provenendo da una formazione fotografica. Queste radici sono molto presenti in questo documentario, in cui ho voluto raccontare la città che accomuna tutte queste donne, Bologna, attraverso dei piani fissi architettonici. I loro volti, anche per scelta di alcune di loro, non si vedono mai. La narrazione visiva è accompagnata solo dalle loro voci, dalle loro storie e da una colonna sonora molto dolce e sospesa.

Quali difficoltà produttive e distributive avete affrontato?

Il documentario è autoprodotto ed è stato distribuito nel circuito festivaliero italiano.

Perché secondo te questo film è attuale ancora oggi?

L’uomo è per sua natura nomade, migrante, fin dalle sue origini. Questa sua caratteristica lo ha contraddistinto fino alla nascita delle frontiere geografiche e delle leggi, che hanno regolato o impedito il suo nomadismo. Da queste voci di donne emerge la riflessione che è un lusso poter scegliere dove si vuole vivere, soprattutto nella nostra epoca, in cui non tutti hanno la stessa libertà e gli stessi diritti per viaggiare e spostarsi da un continente all’altro e il valore dei passaporti è molto diseguale e ingiusto. In un mondo dove le interconnessioni sono sempre più facili e veloci molti individui hanno identità e culture d’origine diverse, perché figli di coppie interculturali. La relazione tra il fatto di essere di culture diverse e l’andare via, alla ricerca di nuovi mondi e nuove identità, caratterizza sempre più persone, che possono identificarsi in questi cinque affascinanti ritratti di donne.

About Author /

Nasce a Varese, vive e lavora tra Bologna e Antananarivo, in Madagascar. Studia fotografia alla BAUER di Milano e frequenta il corso per Autore di documentari presso BOTTEGA FINZIONI a Bologna. Lavora come coordinatrice e selezionatrice per Madagascourt Film Festival e come regista per la casa di produzione ROZIFILMS.

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