OCTAER, ovvero la potenza del fare rete

L’Osservatorio e Centro Studi per la Cultura, il Turismo e l’Audiovisivo in Emilia-Romagna (OCTAER) mette in rete centinaia di soggetti operanti in questi settori strategici. Ne abbiamo parlato con il presidente, Rosario Alfano.
“Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme.”
(proverbio africano in Emilia-Romagna spesso citato, poi ognuno prende la sua macchina.)
Qual è la mission di Octaer?

Octaer nasce per fare una cosa apparentemente semplice e, nella pratica, piuttosto impegnativa: mettere ordine. In Emilia-Romagna cultura, turismo e audiovisivo sono settori solidi, creativi, ricchi di competenze e di storia. Il problema non è la qualità, ma la dispersione. Molte eccellenze, molte iniziative, molti tavoli. Non sempre collegati tra loro.

La mission dell’Osservatorio è leggere questo ecosistema come un sistema vero, non come una sommatoria di buone intenzioni. Raccogliere dati, ascoltare i bisogni reali dei territori e tradurli in strumenti operativi, modelli di collaborazione e progettualità condivise. In sostanza: meno entusiasmo disordinato e più infrastruttura. Che non toglie creatività, ma evita di rifare ogni volta la stessa riunione introduttiva.

Perché fare una rete tra soggetti che si occupano di cultura, turismo e audiovisivo? Cosa lega questi tre campi?

Li lega il fatto che, quando funzionano bene, funzionano insieme. La cultura produce contenuti, identità e senso. Il turismo li trasforma in esperienza. L’audiovisivo li rende visibili, riconoscibili, memorabili. Separarli equivale a raccontare una storia a pezzi: magari interessante, ma difficile da seguire.

Eppure, nella pratica, continuano a essere gestiti come mondi distinti, con bandi diversi, linguaggi diversi e tempi diversi. Il risultato è noto: eventi pensati senza una strategia di racconto, territori promossi senza identità e audiovisivo coinvolto quando “serve un video”, spesso quando il video dovrebbe essere già online. La rete serve a spostare l’integrazione all’inizio del processo, prima che i giochi siano fatti.

Quali sono i difetti strutturali della filiera culturale, turistica e audiovisiva in Emilia-Romagna?

Il primo difetto è una diffidenza educata, quasi affettuosa. In Emilia-Romagna ci si conosce tutti, ci si saluta cordialmente, ci si stima. Poi, quando si tratta di condividere davvero dati, contatti o progettualità, scatta una prudenza degna di un trattato di diplomazia internazionale. Collaborare sì, ma senza avvicinarsi troppo: una sorta di “lavoriamo insieme, però ognuno a casa sua”.

Il secondo difetto è la discontinuità. Le collaborazioni esplodono in prossimità dei bandi e si spengono subito dopo, come certi gruppi di lavoro nati con grande entusiasmo e archiviati appena scade il termine di presentazione. Manca una continuità che permetta di capitalizzare ciò che si è costruito.

Il terzo difetto è la distanza tra parole e pratiche. Tavoli, documenti, manifesti non mancano. A volte sembrano moltiplicarsi spontaneamente. Più rari sono i processi di lavoro chiari, i ruoli definiti e le filiere economiche sostenibili. Infine, c’è una certa gelosia di perimetro: ciascuno difende il proprio ambito come se fosse un bene archeologico. Octaer nasce per affrontare questi nodi senza moralismi, ma con realismo.

Chi sono i soci Octaer?

Ad oggi Octaer riunisce 179 realtà associate. Comuni ed enti pubblici, musei, teatri, festival, compagnie di spettacolo, imprese culturali e creative, case di produzione audiovisiva, operatori turistici, strutture ricettive, professionisti, enti del terzo settore e soggetti della formazione.

È una rete eterogenea, e per questo interessante. Dentro convivono grandi istituzioni e piccole realtà indipendenti, organizzazioni strutturate e micro-imprese. Non sempre la pensano allo stesso modo, ma proprio questa pluralità consente di evitare l’effetto “ci parliamo addosso” che spesso affligge i sistemi troppo omogenei.

Quali attività concrete mettete in campo?

Octaer lavora come osservatorio attivo e piattaforma di connessione. Analizza fabbisogni professionali, mappa competenze, individua criticità ricorrenti e attiva tavoli di lavoro mirati, non generalisti. L’obiettivo è costruire percorsi formativi e progettuali coerenti con le esigenze reali del sistema, non con le mode del momento.

In questo contesto si inserisce Event Lab 5.0, avviato nel novembre 2025. In poche settimane ha già coinvolto circa 150 soggetti. Un dato che racconta bene quanto ci fosse bisogno di uno spazio operativo dedicato agli eventi culturali e turistici. Event Lab lavora sul matching tra domanda e offerta, sul rafforzamento delle competenze e sulla sperimentazione di modelli organizzativi più maturi. In pratica: un luogo dove si lavora insieme senza fingere che sia tutto semplice.

Qual è l’importanza del digitale e del green per lo sviluppo della cultura in Emilia-Romagna?

Digitale e sostenibilità non sono più accessori. Il digitale amplia l’accessibilità ai contenuti culturali, rafforza il racconto dei territori e introduce strumenti di misurazione e continuità. La sostenibilità ambientale e sociale impone una revisione dei modelli organizzativi: eventi meno impattanti, produzioni più responsabili, maggiore attenzione alle comunità coinvolte.

In Emilia-Romagna questi temi sono ormai centrali. La vera sfida è integrarli davvero, evitando che restino confinati alle ultime slide della presentazione o alle dichiarazioni di principio.

Come vede il futuro di Octaer tra un anno?

Nel prossimo futuro Octaer può consolidarsi come infrastruttura di sistema per cultura, turismo e audiovisivo. Un luogo riconoscibile dove trovare dati affidabili, relazioni qualificate, competenze integrate e opportunità concrete di collaborazione.

In una regione dove i soggetti sono molti e il talento non manca, la sfida è rendere la collaborazione una pratica ordinaria, non un evento straordinario. Anche quando significa rinunciare a un po’ di controllo individuale per guadagnare qualcosa di più prezioso: un sistema che funziona davvero. E, magari, qualche riunione in meno.

Rosario Alfano, presidente di OCTAER

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