Emiliodoc dedica da sempre molta attenzione ai temi della formazione in ambito audiovisivo. L’ente di formazione Com2 ha sede a Piacenza e opera sull’intero territorio emiliano-romagnolo, oltre che in Lazio e in Lombardia. In questo numero intervistiamo Rosario Alfano, direttore di Com2, sulle nuove frontiere della formazione audiovisiva, all’insegna dell’intelligenza artificiale. 

Rosario Alfano, direttore di COM2

Il vostro ente di formazione da tempo scommette sul settore audiovisivo. Perché questo settore è strategico secondo te?

Il settore audiovisivo è strategico per la sua continua espansione e innovazione, che apre nuove vie creative e occupazionali. Preparare professionisti in questo campo significa formarli a navigare professionalmente in questo vasto panorama, e contribuire agli sviluppi tecnologici e ai cambiamenti nei consumi mediatici. Il settore audiovisivo è strategico perché stimola l’economia, influenzando settori come il turismo e la moda, e perché funge da potente strumento culturale per promuovere diversità ed empatia.

Per noi di Com2 le collaborazioni stabilite nelle città chiave come Roma e Milano sono vitali. A Roma, i nostri legami con il cuore della produzione cinematografica ci permettono di offrire ai nostri studenti accesso a opportunità uniche nel settore del cinema di finzione. A Milano, collaboriamo con leader del marketing, dell’advertisement e della produzione televisiva, assicurando una formazione che abbraccia l’intera catena del valore dell’audiovisivo. Queste partnership strategicamente importanti mantengono la nostra offerta formativa sempre aggiornata e profondamente integrata nelle dinamiche industriali.

Ci puoi fare qualche esempio di corsi innovativi che avete proposto recentemente?

Negli ultimi anni Com2 ha lanciato una serie di corsi innovativi che riflettono il suo impegno nell’essere all’avanguardia nel settore della formazione audiovisiva, soprattutto attraverso la collaborazione con professionisti esperti. Tanto per citarne alcuni: Giulia Morello, Maria Martinelli, Janet De Nardis e Mario La Torre.

Vi faccio alcuni esempi dei percorsi di formazione più “pionieristici” degli ultimi anni.

Green Movies Project Management: un corso sulla sostenibilità nel cinema, vincitore di un bando regionale. Questo corso si è concentrato sulle pratiche sostenibili nella produzione cinematografica, ponendo le basi per una nuova consapevolezza ecologica nell’industria. È stato probabilmente il primo corso finanziato in Italia a trattare questo argomento, sottolineando l’importanza di un approccio ecologico e responsabile nell’audiovisivo.

Distribuzione Indipendente e Cinema di Genere: questo corso ha esplorato le sfide e le strategie uniche della distribuzione cinematografica indipendente, con un focus particolare sul cinema di genere. Attraverso questo percorso, i partecipanti hanno acquisito competenze specifiche su come portare opere cinematografiche uniche e innovative al pubblico, superando gli ostacoli del mercato dominato dai grandi studi.

Formazione A.I. Digital Videomaker: riflettendo l’evoluzione tecnologica nel settore, questo corso ha introdotto i partecipanti alle tecniche di produzione video assistite dall’intelligenza artificiale. Gli A.I. Digital Videomakers sono stati formati per sfruttare le tecnologie più avanzate per creare contenuti visivi innovativi, aprendo nuove frontiere nella narrazione digitale e nella produzione audiovisiva.

Ognuno di questi corsi rappresenta un passo avanti nella visione di Com2, che si propone di unire creatività, tecnologia e consapevolezza sociale e ambientale. Attraverso queste iniziative, l’ente ha non solo anticipato le tendenze del settore, ma ha anche contribuito attivamente a formare professionisti pronti ad affrontare le sfide e le opportunità del futuro dell’industria audiovisiva.

Quali sono secondo te le potenzialità della nostra regione nell’ambito della formazione audiovisiva?

Il clima in Emilia-Romagna è molto stimolante. I professionisti sono molto qualificati e disponibili, consapevoli delle potenzialità dell’indotto e anche dei fattori critici e di possibile miglioramento. C’è la possibilità concreta di implementare gli aspetti di collegamento tra le numerose e valide case di produzione e chi si occupa di distribuzione o broadcast. In questa regione è raro che si realizzino prodotti scontati o banali. C’è sempre molta creatività e molta voglia di innovazione. Ciò che si può ancora sviluppare secondo me è la rete e le collaborazioni interregionali e internazionali. E la capacità di fundraising. Anche su questo Com2 si sta adoperando.

Penso che siate stati i primi a inserire il tema dell’intelligenza artificiale nella formazione audiovisiva. Cosa vi ha spinto?

Anche in questo caso abbiamo precorso i tempi. La decisione di inserire il tema dell’intelligenza artificiale nella produzione audiovisiva è stata guidata da una visione innovativa e da un impegno costante verso la formazione d’eccellenza. In un mondo dove l’IA sta rivoluzionando ogni aspetto della vita quotidiana e professionale, compreso il settore audiovisivo, l’integrazione di questa tecnologia nella nostra offerta formativa è sembrata non solo naturale ma assolutamente necessaria.

La spinta verso l’adozione dell’IA nella produzione audiovisiva riflette il nostro desiderio di preparare i professionisti del domani ad affrontare e sfruttare le nuove sfide e opportunità che la tecnologia offre. L’IA può trasformare il modo in cui i contenuti vengono creati, distribuiti e consumati, offrendo possibilità innovative per la personalizzazione del contenuto, l’ottimizzazione dei processi produttivi e la creazione di nuove forme di espressione artistica.

La collaborazione con Algoretico e Michele Laurelli nel fondare A.I. University nel 2023 è stata un passo decisivo in questa direzione. A.I. University rappresenta la nostra ambizione di essere pionieri nell’integrazione dell’IA nel campo dell’alta formazione, in particolare nelle filiere turistiche, culturali e audiovisive. Questa iniziativa non solo dimostra il nostro impegno nell’innovazione pedagogica ma anche la volontà di costruire ponti tra il mondo accademico e quello industriale, facilitando così la transizione dei nostri studenti dal contesto formativo al mondo del lavoro.

Includere l’IA nella produzione audiovisiva significa prepararsi a un futuro in cui la tecnologia e la creatività si fondono in modi prima inimmaginabili, aprendo nuovi orizzonti per i creatori di contenuti. La nostra scelta è stata guidata dalla convinzione che anticipare e plasmare questi cambiamenti sia fondamentale per mantenere il settore audiovisivo vibrante, rilevante e all’avanguardia.

In che modo l’IA può aiutare chi vuole lavorare nel mondo della produzione cinematografica e televisiva? Quali strumenti possono a tuo parere essere utili?

Penso che nel mondo della produzione audiovisiva l’IA possa essere un partner creativo, non un sostituto. Nei nostri corsi abbiamo testato le possibili applicazioni di questo strumento, sempre “guidato” dall’occhio dell’autore o del regista, nei vari aspetti della filiera. Ad esempio:

Sceneggiature: l’IA può suggerire idee e dialoghi, ma l’ultima parola è dell’autore, che non deve mai perdere il controllo creativo sulla storia.

Casting: l’IA può fare un ottimo lavoro per identificare la giusta tipologia di attori per i diversi personaggi. Anche in questo caso la scelta finale dipende dalla chimica unica tra attore e regista.  

Effetti Visivi: qui le potenzialità sono enormi, ancora tutte da esplorare e da sperimentare.

Montaggio: molte integrazioni dell’IA nei programmi di montaggio stanno rendendo il lavoro del montatore più semplice e veloce.

Musica e Sonoro: anche in questo caso si possono integrare nel workflow strumenti di IA molto utili, senza però perdere l’autorialità del compositore o del sound designer. 

In sintesi, possiamo dire che l’IA è un mezzo per rendere il lavoro più scorrevole e per amplificare la creatività, ma il genio e l’anima di ogni opera restano profondamente umani.

Pensi che ci siano dei rischi per le professionalità del settore? Come gestire al meglio questi rischi?

Molti temono che l’IA possa sostituire l’essere umano in diverse professionalità, e indubbiamente le modalità di lavoro stanno cambiando radicalmente. Penso agli effetti che l’IA sta già avendo sul lavoro dei traduttori, dei doppiatori, ma anche degli scenografi, nel casting, nella scrittura delle sceneggiature. Credo però che si debba stare al passo coi tempi, prepararsi per gli scenari futuri, e applicare la visione 5.0, cosa che Com2 sta già facendo. L’integrazione dell’IA nel settore audiovisivo solleva domande sulle competenze professionali, ma la visione 5.0 promuove l’equilibrio tra tecnologia e fattore umano.

Ecco secondo me come conviene affrontare i rischi di una perdita di professionalità:

Formazione Continua: essenziale per restare aggiornati con l’IA, sviluppando competenze che integrano le nuove tecnologie alle capacità umane.

Valorizzazione Umana: sottolineare capacità uniche come creatività e intuizione, distinguendo il ruolo insostituibile dell’essere umano.

Collaborazione Uomo-Macchina: vedere l’IA come uno strumento che estende le capacità umane, non come sostituto.

Etica e Regolamentazione: implementare linee guida per un uso responsabile dell’IA, assicurando equità e tutelando le professionalità a rischio.

Nuove Competenze: promuovere abilità future, inclusa la gestione dell’IA, per mantenere la rilevanza professionale. Adottando la visione 5.0, Com2 dimostra come sia possibile navigare l’evoluzione tecnologica valorizzando le qualità umane nel processo creativo, affrontando i rischi e preparando i professionisti per il futuro.

Tu usi l’intelligenza artificiale nel tuo lavoro? In che modo?

Certo! Io la chiamo la mia amica ‘Sapientina’… Come la uso? In tanti modi… ma questo ve lo rivelerò nella prossima puntata…

Nota: tutte le immagini di questo articolo sono state realizzate con programmi di Intelligenza artificiale generativa “text to image”.