Il silenzio di Rio Petroso

Con la rubrica sopralluoghi emiliodoc propone l’incontro con angoli poco conosciuti della nostra regione. Un viaggio per immagini alla ricerca di spunti, suggestioni, anche di nuove idee per futuri documentari, mossi dalla curiosità di scoprire luoghi nascosti che, se si ascolta attentamente, possono raccontarci storie affascinanti. 

Rio Petroso è un piccolo borgo fantasma nel territorio comunale di Bagno di Romagna. Siamo poco lontani dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, un’importante area protetta a cavallo tra Emilia-Romagna e Toscana. 
Il borgo si trova sul crinale tra i fossi di Rio Petroso e di Varotto, affluenti del fiume Bidente di Pietrapazza. È raggiungibile solo a piedi, seguendo un percorso ad anello che attraversa paesaggi aridi e brulli, caratterizzati da rocce grigie e spoglie, le “marne di Verghereto”. I crinali si allargano in ripidi calanchi.
Nel 1961 a Rio Petroso vivevano ancora 60 persone, ma non avevano la luce, una strada e una scuola decenti, o un regolare servizio di posta. Dai primi anni ’70 il borgo è completamente abbandonato. 
La Maestà delle Petrose è una piccola cappella votiva posta lungo un’antica mulattiera e indica un bivio verso la valle dove si trovavano  i mulini e i poderi.  
Tra i ruderi, che con il passare del tempo si sgretolano e vengono inghiottiti dalla vegetazione, si trova un’antica chiesa diroccata, la piccola scuola abbandonata ed il cimitero, il nucleo originario di questo antico paese.
Gli abitanti dell’alta valle del Bidente vivevano in luoghi talmente remoti che vi potevano nascere solo i lampi… così si dice…

Nota: Tutte le immagini di questo articolo sono di Marco Mensa

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Regista e direttore della fotografia, è tra i fondatori di Ethnos.

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