Viva Tondelli, uno scrittore delle nostre parti
Nato a Correggio nel 1955, Pier Vittorio Tondelli è stato l’anima, la voce e la coscienza inquieta di un’intera epoca, capace come nessun altro di dare corpo ai sogni, alle vertigini e alle ombre della generazione del post ’68 e del ’77. Con la sua straordinaria opera letteraria ha raccontato l’Emilia-Romagna, un territorio che si stende da Piacenza al mare Adriatico, che attraversa strade provinciali, autostrade, incroci e rotonde fino a diventare un unico paesaggio. Un paesaggio in trasformazione, segnato da continui mutamenti architettonici. A settant’anni dalla nascita dello scrittore, per rendere omaggio alla sua eredità straordinaria, l’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione Emilia-Romagna, diretta da Giuseppe Pace, insieme a Stefano Asprea ed Elisa Ravaglia ha dato vita al progetto del documentario “Viva Tondelli, uno scrittore delle nostre parti”.
La produzione esecutiva è stata affidata all’Associazione Documentaristi Emilia-Romagna, un percorso appassionante che ho avuto l’onore di guidare in prima persona insieme a Luca De Donatis. Per restituire tutta la forza di uno scrittore, giornalista e intellettuale che ha marcato il decennio degli anni Ottanta, la scelta della regia è caduta sul talento di un giovane autore, Michael Petrolini, che con il suo sguardo innovativo ha saputo relazionarsi con i protagonisti. Attraverso le parole toccanti di Giulio Tondelli insieme alla moglie Giuliana Belelli, Enrico Brizzi, Vinicio Capossela, Alberto Bertoni, Nico Note, Massimo Zamboni, Licia Lanera e Luciano Ligabue, il film si trasforma in un abbraccio corale allo scrittore. Ognuno di loro dona un frammento di memoria, raccontando l’emozione pura di aver conosciuto Pier Vittorio o la scintilla dell’essere travolti dalla sua opera. È un coro unico e vibrante che abbatte le barriere del tempo, facendo riemergere tutta la potenza dei suoi romanzi, la grazia intima della sua poetica e quella generosità luminosa con cui sapeva scovare e proteggere i giovani talenti. A fare da guida nel film sono le parole e la memoria del fratello Giulio, di due anni più grande di Pier Vittorio, che con la sua affettuosa testimonianza ci racconta del loro rapporto e del suo ruolo nella tutela di quella eredità letteraria. La moglie Giuliana Belelli, amica di Pier Vittorio fin dall’adolescenza, ci rilascia un ritratto pieno di nostalgia.
In questo viaggio, Correggio non è una semplice cornice, ma il cuore pulsante dell’opera: dal suggestivo Teatro Asioli, teatro di memoria e racconto, al sostegno partecipe dell’Assessore alla cultura Gabriele Tesauri, fino alla preziosa eredità del Centro di Documentazione Pier Vittorio Tondelli, curato da Erica Zarotti con l’aiuto di Graziano Ciano Marani, presidio fondamentale per l’eredità dello scrittore, la cui voce continua a farsi sentire attraverso premi, giornate di studio, mostre fotografiche, podcast e intrecci culturali. Una Correggio da cui lo scrittore si è allontanato per scoprire nuovi mondi ma che non ha mai dimenticato, come testimoniano alcuni scritti come il Racconto sul vino, tratto da L’abbandono.
Il film si compone anche di immagini di repertorio, letture e materiali d’archivio montate efficacemente da Corrado Iuvara, con la sorprendente colonna sonora di Alberto Marras. Nel film appare un’intervista inedita allo scrittore in cui si apprezzano le sue parole e la sua poetica. I protagonisti del film e le loro voci, con le letture dei testi di Tondelli, creano un sonoro ideale per le immagini tratte dai fondi di famiglia della Fondazione Home Movies, che riportano agli anni passati a Bologna, dove lo scrittore si laureò al DAMS, o a Rimini, dove sono è ambientato il suo romanzo intitolato appunto Rimini. I Super8 sono integrati da splendide fotografie di Marco Pesaresi, tratte dall’Archivio di Savignano sul Rubicone, che raccontano la Riviera negli anni ’80.
Tornando al fulcro centrale del film troviamo sul palco del Teatro Bonifazio Asioli di Correggio il poeta, italianista e critico letterario Alberto Bertoni, consulente scientifico del documentario, che conduce la conversazione e invita gli ospiti, musicisti, scrittori e artisti ad interagire con le testimonianze. Bertoni racconta di Pier Vittorio: “Nutro una grande stima verso Tondelli. Gli ultimi due anni prima della sua morte ci siamo conosciuti ed eravamo diventati amici, abbiamo anche lavorato insieme. Era un uomo serio, colto, studioso, riservato”. Insieme hanno lavorato al libro illustrato Ricordando Fascinosa Riccione. Per Enrico Brizzi, che ha scritto Super Tondelli come omaggio al “suo amico segreto”, la sua eredità è enorme: “Per chi ha la mia età è stato il cugino più grande, di cui leggevi le cose e ti fidavi dei suoi consigli sui libri, sui dischi, sui film. Se Tondelli non avesse fatto la scelta veramente insolita di dedicare ai giovani parte del suo tempo e della credibilità che aveva maturato nel mondo editoriale all’epoca di Rimini, un bestseller, lanciando il progetto Under 25, Jack Frusciante non sarebbe mai uscito”. Nel documentario Brizzi racconta i consigli di P.V.T. ai giovani scrittori, pubblicati da Linus nel giugno del 1985 nell’articolo Gli scarti.
Licia Lanera, invece, l’ha conosciuto da poco come scrittore, ed è stato un incontro fulminante. La regista e attrice ne ha tratto lo spettacolo teatrale Altri libertini, di cui nel film sono state inserite alcune scene oltre alla lettura dal vivo, commossa e intensa, dell’attrice. Infine Luciano Ligabue, anch’egli correggese, ricorda i casuali incontri sulle scale (erano vicini di casa) e di quando comprò sottobanco a Reggio Emilia Altri libertini, sequestrato per oscenità e poi assolto dal tribunale “con formula ampia”, mentre la critica lo giudicò un’opera fondamentale della letteratura italiana contemporanea. Ligabue fu colpito dalla vitalità e dalla crudezza di questo “romanzo a racconti”, che lo aiutò in uno dei momenti più difficili della sua vita, quello della leva militare, instillandogli una nuova visione e l’idea del raccontare le cose attorno a lui.
Il film è stato presentato in conferenza stampa alla Regione Emilia-Romagna con l’Assessora alla cultura Jessica Allegni con una anteprima a Correggio. Con la distribuzione capillare della rassegna Doc in Tour, curata da Fice, DER, Cineteca di Bologna, Emilia-Romagna Film Commission, il film è stato proiettato in numerose sale e arene estive nel 2026, al Festival Bif&st di Bari. Altre proiezioni sono in programma per i prossimi mesi, per ricordarci che testi di Tondelli come Altri libertini, Pao Pao, Rimini, Dinner Party, Camere separate e la raccolta di articoli in Un weekend postmoderno, opere innovative ancora oggi, rimangono la più importante testimonianza della sua opera.
In copertina: Immagine tratta dalla locandina del film Viva Tondelli, foto di Tino Pantaleoni.
Nota: Le foto di scena scattate all’interno del Teatro Asioli di Correggio sono di Cristina Gaddi.
About Author / Enza Negroni
Regista documentarista, è presidente di DER - Associazione Documentaristi Emilia-Romagna








